domenica 25 agosto 2013

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è stato un personaggio unico nel panorama culturale italiano, poliedrico, profondo e intelligente, si è spinto laddove nessuno aveva osato, e per questo motivo unito ad una vita privata dagli aspetti controversi è rimasto vittima di un mondo che non l'ha capito fino in fondo. Qui ovviamente analizzerò le sue migliore opera in campo cinematografico. Finisco con una citazione di Gian Piero Brunetta da "Cent'anni cinema italiano":
"La grande energia che l'opera di Pasolini continua a trasmettere nel mondo è dovuta alla pluralità di campi d'intervento, alle incursioni piratesche in terreni al di fuori delle sue competenze e di mostrare le incoerenze, i punti deboli del sistema, e soprattutto la sua capacità di porre dubbi, seminare interrogativi, abbattere verità accettate convenzionalmente. Pasolini era uno straordinario uomo-orchestra, un re mida che dominava i materiali espressivi più eterogenei, trasformandoli al minimo contatto".


1 - Accattone, Italia, 1961.
Fulminante esordio cinematografico di Pasolini che porta in scena quel proletariato di periferia che sarà il punto di riferimento della sua intera opera. Il protagonista è Vittorio che per sopravvivere in una borgata romana sfrutta una prostituta il cui protettore è finito in carcere.






2 - Ro.Go.Pa.g. - Episodio "La ricotta", Italia/Francia, 1963.
"La ricotta" che potete vedere per intero nella clip sottostante è probabilmente uno dei migliori film satirici mai girati. Orson Welles sta girando un film sulla passione di Cristo nella campagna romana, una delle comparse che deve interpretare il ladrone buono non trova il suo cestino per il pranzo ed affamato riesce a comprare da un contadino una ricotta... Capolavoro.












3 - Mamma Roma, Italia, 1962.
Ancora un capolavoro ambientato nel mondo del sottoproletariato romano, dove una splendida Anna Magnani interpreta una ex prostituta che cerca di crescere il figlio tirandolo fuori dalla povertà da cui proviene.





4 - Il vangelo secondo Matteo, Italia, 1964.
Il miglior film mai girato sui vangeli, per paradosso è stato diretto da un ateo comunista. Per la prima volta vediamo sullo schermo un Gesù povero in mezzo ai poveri, senza lustrini ed imbellettamenti ed anche la figura della Madonna è semplice e scioccante rispetto all'immagine iconografica che i cristiani hanno. Girato nei sassi di Matera, un film che colpisce ancora oggi.





5 - Salò o le 120 giornate di Sodoma, Italia, 1975.
L'ultimo film di Pasolini prima del suo assassinio è il più scioccante e crudele, dove sesso e sadismo sono metafore di una società decadente e malata. Nella repubblica di Salò un gruppo di gerarchi si chiude in una villa con ragazzi e ragazze costretti a sottostare ad ogni perversione sessuale immaginabile.





6 - Comizi d'amore, Italia, 1964.
Questo poco noto documentario è uno dei migliori quadri sociologici mai girati sull'Italia degli anni Sessanta, sulle profonde differenze fra Nord e Sud e fra città e campagna. A tratti esilarante per lo spettatore di oggi come quando in un paesino del Sud Pasolini chiede agli uomini perché non ci sono donne per strada. Qui sotto si può vedere un bel pezzo di film.








7 - Uccllacci e uccellini, Italia, 1966.
L'inedito e straniante duo Pasolini/regista e Totò/attore producono un film strano e straniante, malinconico, utopico e sorprendente, poetico e filosofico. Altro capolavoro del regista bolognese.




8 - Teorema, Italia, 1968.
In una famiglia alto borghese arriva un giovane ospite che ne seduce uno alla volta tutti i componenti, portandoli a riflettere sul significato della vita e della loro natura. Altro film scandalo che all'epoca indignò non poco i perbenisti. Probabilmente, benché ricopra un ruolo di primo piano nella filmografia di Pasolini è uno dei suoi film invecchiati peggio.




9 - Porcile, Italia, 1968-1969.
Altro film scandalo, diviso in due episodi, che hanno lo scopo di denunciare la cattiva influenza che i genitori possono avere per i figli. In pieno Sessantotto un film che ne rispecchia la ribellione nell'anima.









10 - Edipo Re, Italia, 1967.
Egregia rilettura della tragedia di Sofocle in chiave moderna (all'inizio) per poi tornare ai tempi antichi. Protagonista l'attore simbolo del cinema di Pasolini, quel Franco Citti che era già stato Accattone.





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